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mercoledì 10 giugno 2020

Crumble al cacao con SKYR alla vaniglia e ciliegie caramellate


Giugno 2020. Siamo nel pieno della fase 2 ma le mie giornate, dall'inizio del lockdown sino ad oggi, non sono poi così cambiate. Sono ancora a casa dal lavoro e le mie giornate sono scandite da ritmi lenti ed esperimenti in cucina. Ho ripreso in mano la mia reflex dopo molti mesi ed ho cominciato a studiare lo stile delle mie fotografie, cercando di trovare la mia strada.
Questi mesi e, sopratutto, questa lentezza che scandisce le mie giornate mi hanno dato modo di tornare a pensare a quello che desidero davvero per me, a quello che mi renderebbe davvero felice e mi hanno resa propensa ad accogliere ciò che il futuro avrà in serbo per me. Sono tanti i pensieri ed i progetti che mi frullano nella testa e, piano piano, vorrei poter mettere ordine in questo "caos prodigioso" per cominciare a realizzare qualche piccolo sogno nel cassetto.
Nonostante questa ventata di buon umore c'è qualcosa che mina alla mia serenità: le giornate di pioggia e cieli grigi su Milano, iniziano a farmi provare una tremenda nostalgia della mia amata Puglia.
Sono ormai sei mesi che non torno a casa, ho lasciato il mio paesino in pieno inverno, ero alla stazione il primo dell'anno e guardando fuori mi sono detta che al mio ritorno i campi di grano sarebbero stati ormai pronti per la mietitura ed avrei ritrovato il mio mare non più in tempesta ed agitato dal freddo vento invernale, bensì di un azzurro cristallino tipico delle giornate calde d'estate.
La città, nonostante siano passati anni non è riuscita a far breccia nel mio cuore ed anzi, sembrerà un paradosso, ma una metropoli come Milano mi sta stretta...
Mi consolo preparando qualcosa di dolce per il dessert di stasera. Ho comprato le prime ciliegie della stagione, uno dei miei frutti preferiti. Io mangio esclusivamente la frutta estiva (solo ogni tanto mi lascio sedurre da qualche mela o pera) quindi in estate la frutta non manca mai in casa.
Questo sarà un dolce al bicchiere semplicissimo da preparare e composto da uno strato di crumble al cacao, dello SKYR alla vaniglia e delle succose ciliegie caramellate.



Dosi per due bicchieri.
  • 150 gr. di SKYR alla vaniglia.
 Per il crumble al cacao:
  • 50 gr. di farina 0;
  • 40 gr. di zucchero grezzo di canna;
  • 30 gr. di burro freddo di qualità;
  • 20 gr. di cacao amaro in polvere;
  •  un pizzico di sale fino.
Amalgamare velocemente tutti gli ingredienti sino ad ottenere un composto grossolano, sbriciolarlo su di un foglio di carta forno e cuocerlo in forno statico già caldo a 180° per 20/25 min.

 Per le ciliegie caramellate:
  • 15 ciliegie ben lavate e tagliate a metà private del nocciolo;
  • 2 cucchiai di zucchero grezzo di canna;
  • il succo di metà limone.
In un padellino unire gli ingredienti e lasciar caramellare dolcemente a fiamma dolce.

Assemblaggio dessert: quando il crumble al cacao sarà completamente freddo metterne una parte alla base del bicchiere, poi aggiungervi dello SKYR alla vaniglia ed infine le ciliegie caramellate.





martedì 2 giugno 2020

No Knead bread - Pane senza impasto con lievito di birra


Confesso di essere alquanto emozionata di tornare a scrivere una ricetta qui sul blog ma, dopo numerosi esperimenti ben riusciti, mi sono convinta a condividere con voi la mia ricetta del pane senza impasto cotto nella cocotte di ghisa: ispirata dalla ricetta originale di Manuela del blog "Con le mani in pasta" ma, nel mio caso, con l'utilizzo di farina semi-integrale.
Avrete capito che anche io, come tanti altri italiani durante il lockdown, ho sperimentato la preparazione del pane fatto in casa e, con mia grande sorpresa, la panificazione ha fatto breccia nel mio cuore tanto che, oramai, sforno almeno una pagnotta alla settimana!
Per chi, come me, è alle primissime armi in questo mondo, questa ricetta risulta perfetta: molto semplice da realizzare e dalla riuscita assicurata.
E' un pane che utilizza pochissimo lievito di birra e quindi necessita di una lunga lievitazione. Pertanto necessita di farine di forza: ovvero farine che abbiano la capacità di "supportare" una lunga lievitazione. Il valore della forza delle farine dipende dalle proteine contenute in essa ed una farina viene considerata "di forza" quando presenta oltre il 13% di contenuto proteico.
Io, ho scelto di unire la farina 0 e la farina di tipo 2 (o buratto) per avere un pane dal sapore rustico, che mi riporti alla mente il classico pane pugliese, quindi dalla crosta croccante e sufficientemente umido e ben alveolato all'interno.



Ingredienti per una pagnotta da 500 gr.:

  • 300 gr. di farina di tipo 2 biologica (proteine 15,10%);
  • 200 gr. di farina 0 biologica (proteine 12,50%);
  • 2,5 gr. di lievito di birra fresco;
  • 350 ml. di acqua a temperatura ambiente;
  • 12 gr. (due cucchiaini rasi) di sale fino.

N.B IL TEMPO DI LIEVITAZIONE VARIA DALLE 16 ALLE 20 ORE (DIPENDE DALLA TEMPERATURA DELL'AMBIENTE DOMESTICO).
NEL MIO CASO SONO NECESSARIE, IN GENERE, 16 ORE E MEZZO. PERTANTO MI SONO ABITUATA AD IMPASTARE SEMPRE ALLE ORE 18:00 DEL GIORNO PRIMA, PER AVERE IL PANE PRONTO PER IL GIORNO DOPO ALL'ORA DI PRANZO.

Procedimento:

In una ciotola capiente mischiare le due farine ed il sale. 
Aggiungetevi, a filo, l'acqua in cui avrete disciolto il pezzettino di lievito di birra.
Mescolare con un cucchiaio di legno in maniera grossolana e procedere con la lievitazione.
Trascorse le ore di lievitazione. al mattino seguente, procedere con le pieghe di rinforzo per almeno 5/6 volte. Ottenuto un panetto morbido e liscio, lasciare lievitare per due ore.
Mezz'ora prima dello scadere del tempo, scaldare il forno a 250° in modalità statica con all'interno la vostra pentola in ghisa o adatta alle cotture in forno ad alta temperatura.
Prima di deporre il vostro impasto nella pentola, procedete con un paio di pieghe di rinforzo se doveste notare che l'impasto è ancora un pò morbido e poi deponetelo nella pentola e procedete con i tagli sul pane.
Cuocete per 40 minuti sul ripiano più basso poi, togliete dalla pentola e ultimate la cottura per altri 15 minuti a 230°.
Sfornate la pagnotta e lasciatela freddare capovolta su di una gratella poi, procedete con il taglio.


domenica 18 febbraio 2018

Cavatelli pugliesi con pesto di cime di rapa e salsiccia croccante

In questi giorni sento particolarmente nostalgia della mia casa e della mia terra, dei luoghi in cui risiede un pezzo di me, della mia vita e dei miei ricordi.
Quando sento questa malinconia trovo rifugio, ancora una volta, tra i fornelli; è qui che cerco di ritrovare quei gesti e soprattutto quei sapori e quei profumi che per me vogliono dire "casa".
E' così che mi ritrovo a condividere con voi un piatto importante della tradizione culinaria pugliese ma sopratutto una parte della mia vita e di quelle che sono le tradizioni della mia famiglia: la pasta fatta in casa.
I cavatelli sono una tipica pasta fresca corta di semola, la loro forma è allungata ed incavata all'interno; un'incavatura che si ottiene praticando una leggera pressione dell'indice e del medio su un piccolo pezzo di pasta fresca.
Io, per anni, ho osservato con estrema dedizione le mie nonne,  in seguito la mia mamma, preparare questa pasta fino a quando, ormai anch'io donna adulta della famiglia, ho avuto il coraggio di tentare questa preparazione.
L'ottima riuscita dei cavatelli ha suscitato in me , dopo anni di attenta osservazione, una emozione immensa. In quel momento, guardando la spianatoia piena di cavatelli ho capito che un pezzo della storia e della tradizione culinaria della mia famiglia sarebbe stata con me per sempre: quel "saper fare" non sarebbe andato perso ma che, al contrario, io avrei portato avanti questo sapere e , magari, un giorno l'avrei trasmesso ai miei figli.
Questo tipo di pasta si presta benissimo a condimenti come il classico ragù di carne mista che si usa preparare per il pranzo della domenica ma è ottimo anche con verdure invernali come il cavolfiore.
Io, ho voluto invece sperimentare una nuova ricetta, utilizzando però, ingredienti della tradizione pugliese. Ho preparato un pesto di cime di rapa con cui ho condito la pasta, il tutto accompagnato da salsiccia tipica resa croccante in padella.
Questo piatto, con il suo sapore deciso ed il suo profumo inconfondibile, mi riporta a casa; a quando ero piccola e sognavo di imparare a cucinare, è una ricetta che sa di famiglia e tradizione ma con un tocco un pò tutto mio, che richiama l'inverno con i suoi sapori corposi capaci di scaldare le giornate grigie e fredde.



Ingredienti per 4 persone

Per i cavatelli:

- 400 gr. di farina (di cui 300 gr. di semola Senatore Cappelli e 100 gr. di farina 00);
- acqua tiepida q.b. ( verrà aggiunta poco per volta all'impasto);
- un filo di olio EVO per rendere l'impasto più liscio ed elastico.

1. Su di una spianatoia disponete a fontana le due farine mescolate assieme, aggiungetevi l'olio e poco per volta l'acqua tiepida. Impastate sino ad ottenere un pannetto liscio e morbido.
2. Lasciate riposare l'impasto per circa 10 min. coperto da un canovaccio pulito.
3. Trascorsi i 10 min. dividete l'impasto in piccoli pezzi e con ognuno di questi formate dei lunghi "cilindretti" di pasta dello spessore di circa 7-8 mm.
4. Dividete ogni "cilindretto" di pasta in pezzetti di circa 2 cm., poi esercitando una leggera pressione con le dita (indice e medio) incavate il pezzetto di pasta arricciando un pò i bordi. Otterrete a questo punto i cavatelli.
5. Cuoceteli per almeno 7-8 min. nell'acqua dove avrete fatto lessare le cime di rapa, in questo modo la pasta acquisirà il sapore della verdura.

Per il pesto di cime di rapa:

- 500 gr. di cime di rapa al netto dello scarto;
- 160 gr. di mandorle già pelate;
- uno spicchio d'aglio piccolo privato dell'anima;
- olio EVO q.b. (circa 4 cucchiai dovrebbero bastare);
- sale q.b.

1. Lessate le cime di rapa già pulite e lavate in abbondante acqua salata per circa 5-6 min.
2. In un mixer da cucina unite alla verdura il resto degli ingredienti e tritate il tutto fino ad ottenere un pesto dalla consistenza semi-morbida.

Per completare il piatto circa 20 rondelle di salsiccia (tradizionale pugliese leggermente piccante) semi-stagionata, che avrete fatto soffriggere senza l'aggiunta di olio, in una padella antiaderente sino a renderla croccante.

Quando i cavatelli saranno cotti, unitevi il pesto di cime di rapa e per completare il piatto unitevi 5 rondelle di salsiccia per porzione.





lunedì 13 novembre 2017

IL RITORNO - Gnocchi di zucca mantecati al burro con radicchio saltato in padella




Questo post ho voluto chiamarlo “Il ritorno” perchè, dopo un’estate devastante fatta di giornate piene di dolore e lacrime, sono tornata, in punta di piedi, tra le pagine del mio blog. 
In questo autunno vestito di malinconia voglio riabbracciare le mie più grandi passioni: cucinare ed immortalare il mondo con la mia reflex.
Fin da piccola l’estate è sempre stata la mia stagione preferita: vivendo in paesino vicino al mare, non vedevo l’ora che finisse la scuola per poter correre al mare e godermi i colori ed i profumi di questa stagione meravigliosa.
Dopo che, proprio durante la mia stagione del cuore, mio padre ci ha lasciati per sempre, guardo all'estate con occhi diversi, occhi velati dal dolore per un distacco che ha cambiato la mia vita.
Non è stato semplice tornare a scrivere dopo ben cinque mesi, con una vita diversa ed un diverso modo di vedere il mondo. Ma ho pensato di doverlo a me stessa e a mio padre, perché sono certa che lui vorrebbe vedermi felice e si sa che per me la felicità è fatta di esperimenti in cucina e scatti che immortalano ciò che ho creato con le mie mani…
In questi giorni, ho pensato spesso che le persone che non ci sono più continuano a vivere attraverso i nostri ricordi ed attraverso tutto ciò che ogni giorno facciamo ed è per questo che riderò, piangerò, amerò, visiterò posti a me sconosciuti e vivrò appieno ogni giorno senza permettere al dolore di prendere il sopravvento, non sarà facile ricominciare a vivere ma lo devo a te: papà.
Torno nei primi giorni freddi di questo autunno un po’ strano, forse fin troppo mite ma che ci regala sempre dei colori e dei sapori inconfondibili.
Scelgo di tornare a scrivere in questo pomeriggio d’autunno seduta accanto al mio amato camino mentre sorseggio una tazza di thè bollente agli agrumi, con una ricetta che ha come protagonista la zucca, la regina di questa stagione che con il suo gusto agrodolce ed il suo arancio brillante è uno degli ortaggi più versatili in cucina.
Lo scorso inverno avevo pubblicato sul blog la vellutata d zucca, un comfort food strepitoso che scalda le serate fredde e regala sempre tanta gioia al palato!
Questa volta, ho scelto di dilettarmi per la prima volta nella preparazione degli gnocchi di zucca.
Per gli gnocchi di zucca è necessario l’utilizzo di una varietà di zucca che sia poco acquosa e dalla polpa soda e compatta, quindi vi consiglio la Delica.
Inoltre vi consiglio, durante la lavorazione dell’impasto, di aggiungervi poca farina poiché il rischio è che l’impasto risulti troppo duro; quindi cercate di lavorarlo il meno possibile e se avete difficoltà a formare gli gnocchi potete utilizzare una sacca da pasticcere.
Per completare la preparazione ho mantecato gli gnocchi nel burro fuso, rendendoli cremosi ed estremamente golosi. Infine li ho accompagnati con del radicchio saltato in padella; un piatto semplice ma che è…essenza d’autunno!








Ingredienti per 4 persone:

Per l'impasto degli gnocchi:

- 1 kg di zucca Delica BIO;
- 200 gr di farina 00 BIO;
- 1 uovo BIO;
- 50 gr di parmigiano reggiano;
- noce moscata q.b;
- sale q.b.

Per il condimento:

- un cespo di radicchio trevigiano;
- olio EVO BIO (nel mio caso utilizzo l'olio che produciamo in famiglia, quindi pugliese);
- una noce abbondante di burro di centrifuga;
- un cipollotto piccolo.

1. Pulite la zucca eliminando tutti i semi ed i filamenti aiutandovi con un cucchiaio.
2. Eliminate la buccia e tagliate la zucca a pezzi poi, deponetela su una teglia da forno foderata con della carta forno e lasciatela cuocere a 160° per 30-35 minuti.
3. Quando la zucca sarà cotta, lasciatela asciugare e poi schiacciatela con una forchetta sino a ridurla in purea.
4. Mettete la purea di zucca in una ciotola e aggiungetevi l'uovo, la farina, il parmigiano reggiano, la noce moscata ed un pizzico di sale.
5. Amalgamate il tutto e dividite l'impasto in piccole parti, su di una spianatoia appena infarinata lavorate ogni piccola parte di impasto fino ad ottenere un rotolino di un paio di centimentri di diametro.
6. Tagliate dei pezzetti di circa due centimetri e disponeteli su di un vassoio leggermente infarinato stando attenti a non farli toccare tra loro altrimenti si attaccheranno.
7. A parte, in una padella, fate rosolare un cipollotto piccolo in pochissimo olio EVO e poi aggiungetevi il radicchio tritato finemente.
8. In un'altra capiente padella, fate sciogliere dolcemente del burro.
9. Cotti gli gnocchi in abbondante acqua salata, tuffateli nella padella con il burro e lasciateli saltare sino a quando risulteranno essere cremosi.
10. Impiattate gli gnocchi e aggiungetevi un cucchiaio di radicchio saltato e del parmigiano grattugiato.